In bici in Val di Fassa: pedalare nel giardino dell’Eden

bici Val di Fassa Sassolungo Sciliar
Bici Val di Fassa Sassolungo Sciliar

Un’esperienza per tutti: emozioni forti in quota, in pace con se stessi a valle. Perfetta per un weekend, ma in vacanza è meglio.

Se c’è un paradiso ce lo immaginiamo così: una ventina di chilometri di paesaggio alpino dolce, coronato dalle Dolomiti. Un territorio ospitale, fin troppo perfettino per gli avventurieri più incalliti ma che, fatte le presentazioni del caso, tra fioriture di gerani che strabordano da ogni finestra, ci invita a raccogliere la sfida: svariate attività sportive ci aspettano e maggiore sarà il nostro impegno nell’affrontarle, più grandioso il premio offerto ai nostri occhi e la soddisfazione da riportare a casa. Ma la Val di Fassa è anche una signora gentile e comprensiva oltre che elegante, che ama i nostri bambini e offre loro il meglio, capisce le necessità di chi è genitore e sa che molti tra noi, a casa, sono spremuti come limoni da un sistema che pretende il massimo da ognuno. Abbandonatevi tra le sue braccia dunque, rilassatevi in una SPA, fatevi coccolare con le specialità prodotte localmente (lo strudel è una specialità ladina), da un’agricoltura attentissima all’ambiente, sorseggiando ottime birre e vini locali ancora migliori. Le buone notizie non finiscono qui. In piena Val di Fassa c’è un campeggio eccellente, il Vidor, molto più di una base logistica dove collocare il van… Un paradiso nel paradiso! A proposito, abbiamo viaggiato a bordo dell’Adria MPC Active, il van polivalente sloveno con cinque posti omologati, capace di grandi prestazioni con la meccanica Renault Trafic.

La strada per arrivarci? È semplice: percorrete la strada verso il Brennero, la strada statale o l’autostrada. Arrivati a Ora imboccate la Statale 48: Moena possiamo considerarla la porta della Val di Fassa e la più mondana tra le località. Continuando incontrerete la caratteristica Soraga, Vigo di Fassa, dominante e centrale, Pozza di Fassa, il luogo ideale per le vacanze attive, il grazioso paesino Mazzin, Campitello di Fassa, ricco di edifici storici e vicoli, e Canazei, celebre tra chi pratica sport invernali.

La valle è tagliata per metà dalle acque cristalline e fresche dell’Avisio, affluente dell’Adige che sgorga ad alta quota presso il Passo Fedaia. Gli fanno da corona le più imponenti e spettacolari cime delle Dolomiti: la Marmolada, il Gruppo del Sella, il Gruppo del Sassolungo, il Gruppo del Catinaccio, il Sbuffare e i Monzoni.

Con il van ci fermiamo a Pozza di Fassa ben accolti al Camping Family and Wellness Resort Vidor. Sarà la base per le nostre avventure. Una premessa: la valle è attraversata completamente da una ciclabile in massima parte pianeggiante e il campeggio, previa prenotazione, vi fa trovare sul posto biciclette o le comodissime e-bike a noleggio, se non avete o non potete portare la vostra attrezzatura da cicloturisti. Con le bici potrete raggiungere le diverse località della Valle e ognuna si rivela una piacevole scoperta, con le e-bike diventiamo tutti “campioni” e anche i percorsi con le pendenze più impegnative diventano un’avventura alla portata di tutti.

Pozza di Fassa

Pozza di Fassa, placidamente adagiata nel fondovalle incastonato tra il Gruppo del Catinaccio, i Buffaure e i Monzoni, offre una spettacolare vista sulle imponenti Torri del Vajolet. La sua offerta in tema di attività sportive è ricchissima. La presenza delle terme ne completa l’attrattiva. Sciolte le nevi, a Pozza si danno appuntamento gli appassionati di trekking, escursioni a piedi, in bici o a cavallo, come da coloro che desiderano semplicemente un periodo di pace e tranquillità a contatto con la natura. I rocciatori esperti troveranno pane per i loro denti lungo le pareti per arrampicata e alpinismo, mentre per la camminata sportiva sono disponibili due percorsi ad anello per praticare nordic walking. Quindi un ampio ventaglio di scelte per tutti i tipi di gambe, da quelle meno allenate a quelle più abituate a lunghe escursioni in quota. C’è spazio anche per chi con la famiglia vuole intraprendere piacevoli passeggiate a fondovalle e lungo sentieri poco impegnativi dal punto di vista atletico ma che vi porteranno comunque a scoprire laghetti, paesaggi e angoli favolosi, con piacevoli intervalli nelle malghe alpine dove degustare prodotti locali.

Sveglia, c’è l’Enrosadira!

Non dimenticate la macchina fotografica, state per fare le vostre foto migliori di sempre. Se avete il telefonino è il momento di scattare e condividere sui social per ottenere un fiume di “like”. Ma il nostro consiglio è semplicemente quello di godervi lo spettacolo, anzi, di farvi invadere dalla magia della luce. Stiamo parlando dell’Enrosadira, il fenomeno che all’alba e al tramonto infiamma le pareti dei “Monti Pallidi”. Lambita dai raggi del sole, la roccia dal naturale color tenue si infuoca con mille sfumature più vivide e decise, le cime dolomitiche assumono un colore rossastro che vira gradatamente al viola. Un fenomeno naturale che possiamo ammirare solo in queste vallate. Occorre mettere la sveglia presto, intorno alle 4.30, ma chiedete in campeggio l’ora migliore a seconda della stagione. Dal Vidor in una ventina di minuti si arriva al punto di osservazione più propizio. L’estate è il momento migliore per godersi lo spettacolo: oltre che per la temperatura decisamente piacevole, per l’aria particolarmente limpida e tersa.

Siamo tutti Ladini!

Una civiltà e una lingua neolatina, il ladino appunto, arrivate mille anni fa in questa valle conservandosi uguale a se stessa. Ne volete sapere di più? Vale la pena raggiungere la località San Giovanni, a Vigo di Fassa. Qui, infatti, si trova il Museo ladino di Fassa con le sue vaste collezioni etnografiche sulla civiltà ladina, che si concentrano soprattutto sul processo di formazione di un popolo a metà tra cultura tedesca e italiana, attraverso le testimonianze degli oggetti e manufatti di uso comune e delle attività agro-pastorali locali. Riconoscete l’identità ladina, oltre che nella parlata, nell’architettura storica dei fienili e delle abitazioni. La Val di Fassa ha anche il merito di preservare al meglio questa minoranza linguistica e culturale.

I sentieri migliori partono da qui

Lo stereotipo del paesaggio alpino fatto di piccole baite che costellano qua e là sconfinati prati, lambiti dal verde scuro delle abetaie: non vediamo l’ora di vederlo! Lo trovate a Val San Nicolò, a pochissimi chilometri da Pozza di Fassa. Qui vi attendono corroboranti passeggiate in un paesaggio da sogno, tra verdi alpeggi e suggestivi boschi che si estendono verso il gruppo della Marmolada. Da questa piccola valle si dipartono numerosi sentieri e percorsi trekking. Ad esempio qui si trova la Strada dei Russi, un percorso ad anello di 3 km risalente alla Prima Guerra Mondiale, affrontabile da tutti, anche dai bambini e con passeggini. La valle è attraversata poi dal ben più impegnativo sentiero che da Pozza di Fassa porta ad Alba di Canazei, tra sterrato, prato e sentiero di montagna per un totale di 19 km in quota. All’inizio di San Nicolò si trova anche la Torre di Pozza, appartenente all’antico Castello di Mas, unica fortezza per il controllo della Val di Fassa. Ma non vediamo l’ora di tirare fuori le nostre biciclette.

In bici in Val di Fassa

Ciclabile delle Dolomiti di Fiemme e Fassa FACILE, PER TUTTI 

QUASI CINQUANTA CHILOMETRI LUNGO IL CORSO DELL’AVISIO. E AL RITORNO ANCHE IN AUTOBUS

È l’itinerario ciclabile per tutti, un percorso totale di 48 km che attraversa la Val di Fassa, spingendosi fino alla confinante Val di Fiemme. Si percorre in 3-4 ore. Il dislivello totale è di 650 metri con una pendenza media del 5%, con lunghi pezzi pianeggianti. Si può scegliere di partire dal punto più alto ad Alba di Canazei, percorrere tutto il tratto e tornare al punto di partenza con il servizio bus con bici al seguito attivo in estate, il Bike Express Fassa-Fiemme, che effettua corse giornaliere da giugno a settembre. Potete scegliere tra 16 fermate lungo il tragitto, dove poter scendere o salire a seconda del vostro punto di partenza e arrivo (informazioni presso l’Ufficio Turistico di Mazzin, tel. 0462 609650, infomazzin@fassa.com). Rispetto al tipo di bici, massima libertà; si tenga conto che alcuni tratti sterrati (anche se con fondo ben tenuto) fanno preferire le MTB o le forcelle ammortizzate. Massima libertà anche per i meno allenati che potranno scegliere le sempre più diffuse e-bike, che con lo stesso sforzo permettono di compiere percorsi più lunghi e impegnativi. Si possono noleggiare in centro a Pozza di Fassa, presso Sport Star. Una giornata di noleggio costa circa 45 euro, ma prolungando il tempo di noleggio il costo giornaliero cala significativamente. L’esperienza consente di pedalare tra folti boschi di larici e abeti, dove respirare a pieni polmoni aria pura e il rigenerante odore del ricco sottobosco, in un alternanza di passaggi aperti, pianeggianti e ariosi che costeggiano il fiume Avisio. Il percorso è per la maggior parte su comoda pista asfaltata ma, addentrandoci nei boschi e lasciando i verdi prati di fondovalle, l’asfalto cede il passo allo sterrato. È un percorso che consigliamo di affrontare con piglio turistico fermandosi spesso per godere dei colori della natura e per guardarsi intorno, soprattutto con lo sguardo rivolto verso l’alto per non perdere gli spettacolari panorami dolomitici.
Rispetto alle caratteristiche del percorso, raggiunta Canazei si imbocca la strada forestale “Cercenà”, comodo e ombreggiato percorso che porta alla piana di Soreghès e a Campitello di Fassa, da dove si costeggia il corso del fiume Avisio tra piacevoli saliscendi fino a Mazzin, dove la discesa si fa più decisa verso Pera di Fassa. Proseguendo, tra Vac e Pozza si percorre la statale per poi immettersi nuovamente sulla pista ciclabile che scende verso la bassa Val di Fassa costeggiando ancora il fiume con scorci sulle creste del Latemar e del Catinaccio e tra saliscendi verso Moena dove il percorso termina nella piana dove in inverno parte la leggendaria Marcialonga… Ma questa è un’altra storia!

Un grande classico e un itinerario meno noto  MTB PER ESPERTI

(Testo e Foto Leonardo Corradini e Veronica Rizzoli)

Due itinerari ai piedi delle Dolomiti fassane, dal classicissimo giro del Sassolungo e Sasso Piatto nel gruppo del Sella al percorso nelle meno note Val Monzoni e Val San Nicolò, sempre in un ambiente unico e ineguagliabile.

 Alzi la mano chi non ha mai sognato di trascorrere qualche giorno ai piedi delle vette dolomitiche del Trentino. Gli amanti dell’outdoor e della vita all’aria aperta in Val di Fassa si ritrovano in un luna park a cielo aperto. Divertirsi, godersi strade forestali e sentieri in sella alla propria MTB ed ammirare i panorami mozzafiato è d’obbligo, ma attenzione però, sempre con rispetto verso una Natura tanto magnifica quanto fragile.

Di seguito vi proponiamo quindi due itinerari da affrontare in sella alla vostra specialissima: uno è un grande classico che regala scorci unici sulle guglie maestose del gruppo del Sella, l’altro si addentra da Pozza di Fassa in una vallata meno nota ma non meno affascinante: la Val Monzoni.

Il Giro del Sassolungo e Sasso Piatto

  • Grande classico, regala scorci unici sulle guglie maestose del gruppo del Sella (sommario o frase in evidenza)

Uno dei giri più suggestivi e panoramici delle Dolomiti e della Val di Fassa. L’itinerario parte da Canazei e regala, in tutta la sua percorrenza, panorami mozzafiato sulle vette alpine di Trentino e Alto Adige, inoltrandosi nel gruppo del Sella. Lasciata Canazei, Cianacéi in lingua ladina, si imbocca la ciclabile della Val di Fassa e Fiemme fino a raggiungere Campitello di Fassa. Passati oltre gli impianti di risalita, si attraversa la statale in prossimità del torrente Ruf de Duron per poi svoltare subito a destra seguendo le indicazioni per la Val Duron.

Inizia qui la salita, dapprima sulla strada di Pian asfaltata e, successivamente, su sterrato. Appena oltre le prime case si hanno già alcuni meravigliosi scorci sulle Dolomiti e sul gruppo della Marmolada che si staglia sull’altro lato della valle. Le pendenze si inaspriscono appena si entra nel bosco e in men che non si dica si raggiunge il bivio per il Rifugio Micheluzzi, situato poco più avanti. Si tiene la destra lambendo i prati, splendidamente fioriti in primavera, dove decine di bovini pascolano beati. Siamo già giunti a 1860 m di quota e la vallata si apre davanti a noi con le vette del Catinaccio e i rossastri denti di Terrarossa a fare da cornice.

La salita concede una tregua illusoria ma, al termine dei pascoli, la strada abbandona il corso del torrente e si impenna un’altra volta per tagliare il pendio montuoso e condurre d’un sol fiato al Passo Duron, 2204 m di quota. In questo luogo silenzioso non ci si può non fermare a contemplare l’ambiente selvaggio e incontaminato in cui ci si trova!

Il passo segna il confine con l’Alto Adige e verrebbe voglia di proseguire dritti per scendere lungo i dolci pendii dell’Altopiano dello Sciliar, invece si tiene la destra su un sentiero che taglia il pendio, sospeso in quota sulla Val Duron. Questo single trail è impegnativo e in alcuni punti si dovrà scendere di sella per spingere la bici, ma l’emozione di trovarsi ai piedi del Sasso Piatto faranno passare in secondo piano la fatica.

Il consiglio è di percorrere questo itinerario ad inizio o fine estate, quando gli escursionisti, ai quali ricordiamo dare sempre la precedenza, sono ancora pochi. Il tracciato si mantiene in quota, sopra i 2000 m, mentre i paesaggi continuano a mutare mostrandosi nella loro unicità. In pochi chilometri si raggiunge il rifugio Sasso Piatto a quota 2297 m, recentemente ristrutturato, dove ci si può lasciar tentare e reintegrare un po’ di calorie perse con una fetta di torta.

Dopo la meritata sosta, si dovrà tenere la sinistra in forte discesa: preparate le mani ben salde sui freni e fate attenzione alla ghiaia sempre insidiosa! Su queste strade e sentieri si svolge ogni anno anche una gara divenuta ambitissima, la SellaRonda Hero.

Non sarete degli eroi, ma vi sentirete dei privilegiati nel poter pedalare in questo ambiente. Poco prima di raggiungere il rifugio Zallinger si dovrà fare attenzione al bivio dove svoltare a destra per iniziare la risalita verso il passo Sella. In realtà i primi metri sono dolci ma ancora una volta non ci si dovrà illudere: la strada verso il monte Seura si impennerà poco prima di passare sotto il Piz Ciaulong. La sterrata continua a guadagnare quota, anche dopo aver guadato un rivolo d’acqua. Si pedala su una pista da sci e finalmente, dopo tanto sudore, si raggiunge il Rifugio Comici. Ancora una volta si tiene la destra e si continua a salire, questa volta più dolcemente, fino ai 2220 m. Poco dopo aver oltrepassato la “Città dei Sassi”, non senza scendere di sella di tanto in tanto su un sentiero ostico, si poggiano nuovamente gli pneumatici sull’asfalto risalendo il passo Sella per poco più di 200 m. Senza raggiungere il valico, che si trova qualche centinaia di metri più avanti, si svolta a destra, ancora una volta su fuoristrada. Qui è obbligatoria una sosta per ammirare uno dei più bei paesaggi dolomitici: il Sassolungo e il Sasso Piatto da una parte, il Piz Boè dall’altra e la sagoma della Marmolada all’orizzonte.

Con lo sguardo pieno di queste poetiche visioni si può iniziare la divertente e lunga discesa sterrata nel bosco che, incrociando di tanto in tanto la strada del passo Sella, conduce a Canazei per concludere questo splendido giro del Sassolungo e Sasso Piatto in MTB.

Dati Tecnici:

Partenza/Arrivo: Canazei

Tempo: 5-7 ore

Dislivello: 1520 m

Lunghezza 40km

Asfalto: 10%

Sterrato 80%

Single Trail 10%

Tra Val Monzoni e Valle San Nicolò

  • Una vallata meno nota ma non meno affascinante: la Val Monzoni 

Se nel primo racconto abbiamo descritto un super-classico, queste righe trattano invece di un percorso meno noto della Val di Fassa. Ci addentreremo per la Val San Nicolò e la Val Monzoni, nell’omonimo gruppo montuoso, alle spalle della località di Pozza di Fassa.

Dal centro storico di Pozza di Fassa (Poza in ladino) si attraversa l’abitato in leggera salita seguendo il corso del rio San Nicolò che lentamente ci condurrà fuori dal paese. Nei pressi del camping Vidor si attraversa il torrente continuando a salire nel bosco fino a Malga Crocifisso e al bivio in località Ta Capitel, a 1530 m di quota. Il panorama alle nostre spalle si apre sulle guglie del Catinaccio e vale la pena voltarsi per ammirarlo.

Dapprima seguiremo la strada sulla sinistra per risalire la Val di San Nicolò, al rientro invece percorreremo l’altra vallata. La lingua grigia prosegue addentrandosi in uno stretto canyon che conduce fino ai 1700 m di quota, dove l’asfalto lascia spazio allo sterrato e alcune belle baite in legno si godono il sole in posizione privilegiata. Dopo un po’ di tregua, si riprende a salire nella Val de Quam con suggestivi scorci sul gruppo dei Monzoni. Cima Uomo domina le ultime pedalate che a fatica conducono alla Baita alle Cascate, 2011 m: un bell’edificio in legno affacciato su due suggestivi rivoli d’acqua che scendono dai pendii antistanti. Durante l’itinerario, con un po’ di fortuna, potrete scorgere caprioli, camosci e anche l’elegante volo dell’aquila reale.

Dopo un po’ di relax in quota, si può iniziare la discesa verso le cascatelle per imboccare un divertente single trail, inizialmente tecnico e poi più facile e scorrevole. In MTB si oltrepassa il torrente e si scende sulla sinistra orografica percorrendo ora una forestale curata detta strada di Rusci.

Poco oltre il parcheggio di imbocco della valle ci si reimmette sull’asfalto seguito all’andata: il canyon è stretto e non ci sono alternative fino al bivio di Ta Capitel. Questa volta si gira a sinistra imboccando la Val Monzoni, ignorata in precedenza. La salita procede a strappi e, per rendere le cose più saporite, l’asfalto lascia presto spazio allo sterrato. Bastano circa due chilometri per raggiungere la bocca della valle e proseguire fino a Malga Monzoni, a quota 1850 m. Il consiglio è quello di non farsi sfuggire l’occasione di assaggiare il buonissimo yogurt fresco prodotto in questa malga!

Ritemprati e rifocillati, si è pronti per rientrare a Pozza di Fassa e per qualche tratto si può seguire una via alternativa: poco sotto la malga si deve svoltare a destra e attraversare un’altra volta il torrente. Una breve risalita conduce presto all’imbocco di un sentiero tosto ma divertente dove emergeranno le doti da discesista di ognuno di voi. Dopo l’ultimo tratto su forestale, si ritorna sull’asfalto prima di Malga Crocifisso, dove non è necessario seguire interamente il percorso dell’andata: poche centinaia di metri più a valle, infatti, si può svoltare a sinistra e risalire pochi metri per poi imboccare una curata forestale che vi condurrà dritti al campeggio passato anche all’andata. Dalla struttura mancano solo poche centinaia di metri di discesa per raggiungere il punto di partenza dell’itinerario.

Dati Tecnici:

Partenza/Arrivo: Pozza di Fassa

Tempo: 2-4 ore

Dislivello: 1050 m

Lunghezza 23km

Asfalto: 55%

Sterrato: 40%

Single Trail 5%

I Posti Giusti

Camping Vidor Family & Wellness Resort

Decisamente la soluzione migliore per soggiornare in Val di Fassa. Cornice sublime, servizi base eccellenti e un crescendo di opportunità per l’ospite che vanno dalla soluzione dell’area sosta camper economica alle accoglienti strutture in chalet e appartamenti, passando per piazzole di diverso grado, un centro wellness che è un riferimento nella zona e il parco acquatico felicità di grandi e piccini. E poi ristorante di qualità, supermercato… Ma vediamo in pratica come potremmo organizzare la nostra vacanza appoggiandoci a questa struttura. L’area camper è un piazzale nel quale sostare in cambio di 24 euro al giorno a equipaggio per un massimo di 48 ore. La tariffa comprende l’utilizzo dei servizi del campeggio, il camper service e corrente elettrica fino a due ampere.

Le piazzole del campeggio per soste oltre le 48 ore sono di tre ordini: da 80 metri quadri, da 120 o da 160. Anche le più piccole sono fornite di collegamento elettrico fino a 16 ampere, gas in rete, presa TV digitale, acqua.
Chi viaggia con bambini e ragazzi potrà sorprenderli attraverso il parco acquatico coperto di ben 4.000 mq (tre scivoli di cui uno con i gommoni, una piscina grande con vista panoramica, una piscina per bambini con giochi d’acqua, una piscina per mamme con bebè, una piscina esterna con idromassaggio con vista sul Catinaccio). Se una giornata piovosa non invita ad avventurarsi sui sentieri, potrete godere degli spazi dedicati alle attività indoor: 350 mq dove troverete un parco avventura per bambini e strutture per gli sport praticabili al coperto dal calcio al ping pong e molto altro.

Il Camping Vidor & Wellness Resort è conosciuto e apprezzato anche per la SPA presente all’interno della struttura che già da nove anni accoglie gli ospiti del campeggio, ma anche i cultori del benessere che arrivano da tutta la regione per passare ore in completo relax, accompagnati dagli operatori che sapientemente sanno regalare momenti davvero rigeneranti.

All’interno dell’Area Wellness sono presenti una sauna finlandese, una bio-sauna, un bagno turco, la doccia tropicale, la nebbia fredda, il percorso kneipp, i materassi ad acqua per la cromoterapia e una confortevole zona relax. Un’area dedicata al benessere a tutto tondo studiata per chi vuole staccare la spina dalla quotidianità.

 campingvidor.it

Sport Star

Un centro noleggio a Pozza di Fassa pensato per completare le attrezzature sportivo turistiche di chi visita la Val di Fassa: passeggini da sentiero, zainetti portabambini, attrezzature per le ferrate, ramponi, caschetti… Insomma, tutte quelle attrezzature che chi non è un assiduo frequentatore della montagna non ha. Ma è sulle biciclette che Sport Star primeggia: bici da strada, tandem e naturalmente MTB anche con seggiolino e carrello porta bici, comprese biciclette con misure da bambini e ragazzi. E poi ci sono le E-bike, che consentono a tutti di superare i dislivelli più impegnativi. Anche in questo caso le versioni con ruote da 24” si adattano all’altezza di ragazzi in età scolare. Interessante il noleggio con tariffe decrescenti per tempi lunghi.

sportstar.it

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